Sitoudio’s Weblog











«Credo che non vi sia alcuna preoccupazione, nessun pericolo, non la viviamo nel nostro Paese e ritengo che non si viva in Europa l’ipotesi di un Paese razzista, nella maniera più assoluta». È con queste parole tratte dal discorso di insediamento di Renato Schifani alla Camera, che un blogger – nome ‘di battaglia’ NoirPink – inizia un suo discorso contro le radici dell’odio che hanno portato alla morte di Abdul Salam Guibre: 19 anni, un milanese con genitori del Burkina Faso. Secondo NoirPink Schifani ha avuto un bel dire che in Italia non ci sia di che preoccuparsi. Per capire lo scatenarsi della violenza di un padre di 51 e un figlio di 31 anni contro una banda di ragazzi di colore con una timida voglia di provocazione da rubarsi dei dolcetti in un bar – dice – bisognerebbe vedere da dove parte il clima di «caccia alle streghe». «Abbiamo televisioni e giornali che, dopo settimanali e dvd, ormai per vendere copie allegano ogni giorno una buona dose di xenofobia». E allora, dice NoirPink: «Succede che uccidi lo ’straniero’ perché forse è un assassino, succede che stupri la ’straniera’ perché suo fratello forse è uno stupratore…che togli tutto allo straniero perchè temi che voglia togliere tutto a te. E succede che a Milano due italiani-brava-gente uccidano a sprangate un ragazzino di colore e siano poi sommersi dalle dure parole di condanna dei loro stessi mandanti». Girando su siti e blog, si trovano molte reazioni alla morte di Abbo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79020



L’appuntamento è a Riccione. Da venerdì per tre giorni, mille volontari di Emergency si incontrano nella cittadina romagnola, fino a domenica, per fare un bilancio dell’ultimo anno di attività. Parlare di guerre e diritti umani. E approfondire le attività svolte dall’associazione. A questo proposito domenica sarà presentato un manifesto a sostegno di una sanità basata sui diritti umani.: «Si tratta di un manifesto elaborato nel maggio scorso – ha spiegato Gino strada – durante tre giorni di incontri a San Servolo, vicino a Venezia, quando abbiamo invitato a lavorare con noi ministri della sanità di dieci paesi africani. Da lì è nata quindi la discussione su come impostare sistemi sanitari basati sui diritti umani, sul rispetto di qule diritto fondamentale che è appunto essere curati, e non a caso il manifesto viene presentato nel 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani».L’idea di fondo è che sia necessario «trasformare la lobby medica, l’industria della salute in un atto di solidarietà», perchè tutti gli esseri umani devono essere curati e «le cure devono essere socialmente gratuite per tutti». Per quanto riguarda progetti in corso di realizzazione, Strada ha riferito che « c’è un centro pediatrico in costruzione nella Repubblica Centroafricana, che oltre a occuparsi di pediatria medica, avrà una sezione cardiologica dove verranno selezionati i pazienti, bambini e adulti, che necessitano di un intervento chirurgico e che quindi verranno trasferiti nel centro in Sudan.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78940



«La destra sta rovinando economicamente, politicamente e moralmente l’Italia» e le sue politiche puramente repressive possono portare «all’autunno della democrazia e della libertà». Lo ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni nell’intervento che ha chiuso la scuola estiva del partito svoltasi negli ultimi quattro giorni in alcune cittadine della Toscana e dell’Umbria.«Il tempo della destra populista – ha detto Veltroni riferendosi ai diversi governi conservatori che guidano alcuni Paesi europei e occidentali – è quello della democrazia che si riduce». Questo fatto è riscontrabile nelle politiche puramente repressive che questi governi, compreso quello di Berlusconi, adottano per affrontare alcuni fenomeni come la droga, la prostituzione, l’immigrazione. «In una logica vanamente e unicamente repressiva che finisce per essere solo oppressiva – ha detto Veltroni – si parte dalle impronte ai bambini rom per arrivare alle celle negli stadi e al carcere per le prostitute e per i loro clienti, per poi spingersi magari alla proposta della schedatura informatica di massa del sistema francese Edvige: migliaia e migliaia di persone catalogate in base alla loro etnia, alla loro attività lavorativa, sindacale e politica, al loro impegno sociale. Protezione, o presunta tale, al di sopra di tutto. Al di sopra della libertà e dei fondamentali diritti civili di ogni persona. È anche così che può cominciare l’autunno della democrazia e della libertà».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78988



Nell’ultimo numero de L’espresso si può leggere l’inchiesta «Così ho avvelenato Napoli». Il lavoro giornalistico, appena arrivato in edicola, assume però un risvolto giudiziario: sono state perquisite dai militari della Guardia di Finanza, la redazione del settimanale e le abitazioni dei giornalisti Gianluca Di Feo ed Emiliano Fittipaldi. La perquisizione, che ha portato al sequestro di computer e documenti, è stata disposta dalla procura di Napoli. L’inchiesta del settimanale riporta le confessioni dell’imprenditore Gaetano Vassallo, sullo smaltimento dei rifiuti tossici in Campania per conto della camorra. Le dichiarazioni di Vassallo coinvolgono politici e funzionari locali, sindaci e manager di enti locali, ma anche il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. L’azione della magistratura preoccupa il mondo del giornalismo. Solidarietà ai giornalisti coinvolti e alla redazione de L’Espresso, arriva dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti che giudica la perquisizione un «atto poco rispettoso del lavoro di chi si impegna a informare». Lorenzo Del Boca, presidente dell’ordine, si congratula con la testata e i giornalisti, per «un servizio efficace, documentato, completo che apre scenari di luce e di verità» in quanto «raccontare come è stata inquinata Napoli con i rifiuti tossici è servizio non solo indispensabile ma, addirittura, meritorio». Del Boca poi si rivolge alla società civile spronandola a sostenere i giornalisti più coraggiosi che devono essere «protetti da atteggiamenti aggressivi di chi vorrebbe togliere loro la penna per armarli di bavaglio».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78949



Il mondo della letteratura americano è rimasto sconvolto dalla morte per suicidio dello scrittore David Foster Wallace, 46 anni, trovato impiccato dalla moglie nella loro casa di Claremont, in California. Lo scrittore aveva raggiunto fama internazionale nel 1996 con il romanzo ‘Infinite Jest’, un complesso ritratto (di oltre mille pagine) della società in un futuro vicino, denso di notazioni ironiche e sarcastiche che avevano fatto scattare paragoni con Thomas Pynchon e John Irving. «Siamo rimasti senza parola e sconvolti dalla notizia della sua morte – ha commentato l’editore David Ulin – Era uno degli scrittori più influenti e innovativi degli ultimi 20 anni». Il critico del New York Times Frank Bruno aveva scritto che «Wallace era in campo letterario ciò che Robin Williams era nella comicità: un creatore così freneticamente pieno di energia e così divertito da ciò che stava facendo da portare spesso la sua performance a livelli stratosferici». Nato a Ithaca (New York) il 21 febbraio 1962, figlio di un professore di filosofia e di una insegnante di inglese, Wallace aveva studiato a sua volta filosofia al prestigioso Amherst College prima di passare allo studio della narrativa. Laureatosi nel 1985, aveva trasformato la sua tesi universitaria nelle basi del suo primo romanzo, ‘The Broom of the System’ (La scopa del sistema) che lo aveva fatto notare nel mondo letterario, per il suo senso dello humor e per la complessità del mondo da lui creato.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78992



«La crisi è una delle più gravi e più complesse dei nostri tempi». Per ora comunque «la situazione del capitale dell’insieme della banche dell’area dell’euro rimane solida». Il governatore di Bankitalia interviene 24 ore dopo il crack di Lehman Brothers. Non fa sconti, ma nemmeno allarmismo: la crisi c’è, va curata. Con nuove regole di vigilanza, una rigorosa politica monetaria e interventi fiscali. Draghi parla a Berlino, Giulio Tremonti è a Roma, invitato a un pranzo con i banchieri dell’Abi. All’uscita, una battuta sferzante. «Non parlo, dixi». Tradotto: l’avevo già detto quando avevo paragonato la crisi dei subprime a quella del ‘29. Nessun’altra spiegazione, nonostante tutti chiedano a Via Venti Settembre di chiarire ufficialmente l’esposizione del Tesoro con la banca d’affari, curatrice di diverse emissioni pubbliche dei tempi del «Tremonti creativo», quello delle cartolarizzazioni, quello dell’economia di carta. Ma quel ministro non esiste più: lo si capisce quando in prime time il titolare del Tesoro interviene al Tg1. Attacca a testa bassa la finanza che fa grattacieli e opprime il lavoro. Attacca quei banchieri che hanno palazzi invece di sportelli, hanno ricche liquidazioni e non restano disoccupati. Attacca chi ha finanziato la globalizzazione con il debito, chi ha sorvegliato male e poi viene a farci le lezioni.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79065



{Settembre 18, 2008}   Eldorado road – Cinema

Curioso quanto possa dire la scelta di una colonna sonora rispetto ad un autore di cinema. Paolo Sorrentino per esempio ama spaziare, pescando singoli brani da una teoricamente infinita library a disposizione. Quelli come lui in genere scelgono per commentare e costruire senso con le proprie immagini. Altri molto più prosaicamente la usano come riempitivo, seguendo magari i suggerimenti di chi dovrebbe intendersene. Meglio ancora, per chi smette di ascoltare musica ad una certa età come una volta si smetteva di portare i calzoni corti, affidarsi ad un compositore unico. Dicono: guarda il girato e fai tu. Nel caso di Bouli Lanners, attore e autore belga francofono al secondo lungo (Ultranova ha vinto il premio Cicae a Berlino 2005), era facile intuire (come ha poi confermato) che scrivendo, dirigendo e interpretando Eldorado raod si sia fatto suggestionare da atmosfere particolari, che ne hanno poi contaminato la trama e lo svolgimento.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78895



Jean Paul Fitoussi, professore all’Istituto di Studi politici di Parigi e tra i principali economisti europei, non porta messaggi rassicuranti alla scuola del Pd di Cortona, dove ieri è stato tra gli ospiti più attesi. Anzi, al di là dei doveri di cortesia dell’ospite, «Pd è un nome bellissimo», il suo è stato tutto un discorso sui rischi per la democrazia, a partire da quello più grave: l’idea che si sta diffondendo che la politica non serva, che sia ‘impotente’ e che imperi come la Cina, alla fine, «funzionino meglio di noi» anche senza democrazia. Meglio di una Europa «che ancora non è uscita dal guado» e rischia di ritrovarsi con delle «sovranità nazionali sempre più limitate» e una sovranità europea ancora di là da venire. Per questo Fitoussi invoca il manifestarsi della politica, con la P maiuscola, in una Europa «dominata dalla tecnocrazia». E così si inquadra anche il suo ragionamento sull’intervento dello Stato in economia. Come valuta la vicenda di Alitalia? «Non ne ho seguito da vicino gli sviluppi, ma ci sono settori dell’economia decisivi per la sovranità e quando uno di questi è minacciato tutti i governi cercano di cambiare le regole del gioco: è successo in Spagna con l’elettricità, in Francia in occasione dell’Opa di Enel su Suez quando Villepin ha coniato la formula ’patriottismo economico’.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78960



(…) centro di Genova durante la serata. Sarà anche che quel tam tam dello scorso anno non si è ripetuto, sarà quello che volete. Ma non è stata la stessa Notte bianca. Lo si è visto già dalle prime ore, molta meno gente girava per via XX, De Ferrari, San Lorenzo e Caricamento. Non era il deserto, per carità, ma si respirava un’altra atmosfera. L’attenzione sembrava focalizzata in un unico punto, il Porto Antico, per l’Mtv day: tante ragazzine, tanti giovani che si sono ritrovati sotto quel palco per un concerto, più che per l’evento che stava vivendo la città tutta intorno. Perché la bellezza di una notte che fa vivere un’intero centro storico sta proprio nel poter saltellare da una piazza all’altra per raccogliere frammenti di quello che sta succedendo e non nel fossilizzarsi su una manifestazione. E ad essere onesti, anche al Porto Antico questo straordinario successo di pubblico non l’ho proprio notato. C’era tanta gente, ma non quella calca che ci si poteva aspettare.Alla fine la fortuna l’hanno fatta i ristoratori e i baristi che hanno ospitato i rifugiati della pioggia. Finita la «ramata» d’acqua caduta dal cielo, però, si è vista una festa ancora più isterica di prima. Da mezzanotte sembrava di vivere un qualsiasi venerdì sera nei vicoli. Sparite le famiglie che lo scorso anno, anche a tarda ora, giravano per le vie rese ancora più affascinanti del solito, sparite le coppiette, c’erano solo compagnie di ragazzi che giravano istericamente per il centro con l’idea dello «sballo» in testa e della bevuta facile, anche perché tutti i concerti sono stati sospesi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291000



{Settembre 16, 2008}   Nove anni e già abusivo

Si intensifica la lotta ai parcheggiatori abusivi. Solo nella settimana tra l’8 e il 14 settembre, nel corso di un’attività di contrasto alla guardianìa irregolare, gli agenti di polizia ne hanno denunciato sessantuno. Nel dettaglio, uno degli abusivi è stato segnalato all’autorità giudiziaria per aver fatto «lavorare» anche i suoi figli minori, di appena 14 e 9 anni. Dagli accertamenti degli inquirenti sono due le tipologie di posteggiatori irregolari: da una parte i «guardiani» italiani che approfittano degli eventi per portare a casa un bel gruzzoletto di 200 euro, dall’altra gli stranieri, clandestini, che lavorano in modo meno organizzato. A PAGINA 46

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=290955



eccetera