Sitoudio’s Weblog











«La destra sta rovinando economicamente, politicamente e moralmente l’Italia» e le sue politiche puramente repressive possono portare «all’autunno della democrazia e della libertà». Lo ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni nell’intervento che ha chiuso la scuola estiva del partito svoltasi negli ultimi quattro giorni in alcune cittadine della Toscana e dell’Umbria.«Il tempo della destra populista – ha detto Veltroni riferendosi ai diversi governi conservatori che guidano alcuni Paesi europei e occidentali – è quello della democrazia che si riduce». Questo fatto è riscontrabile nelle politiche puramente repressive che questi governi, compreso quello di Berlusconi, adottano per affrontare alcuni fenomeni come la droga, la prostituzione, l’immigrazione. «In una logica vanamente e unicamente repressiva che finisce per essere solo oppressiva – ha detto Veltroni – si parte dalle impronte ai bambini rom per arrivare alle celle negli stadi e al carcere per le prostitute e per i loro clienti, per poi spingersi magari alla proposta della schedatura informatica di massa del sistema francese Edvige: migliaia e migliaia di persone catalogate in base alla loro etnia, alla loro attività lavorativa, sindacale e politica, al loro impegno sociale. Protezione, o presunta tale, al di sopra di tutto. Al di sopra della libertà e dei fondamentali diritti civili di ogni persona. È anche così che può cominciare l’autunno della democrazia e della libertà».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78988



Il mondo della letteratura americano è rimasto sconvolto dalla morte per suicidio dello scrittore David Foster Wallace, 46 anni, trovato impiccato dalla moglie nella loro casa di Claremont, in California. Lo scrittore aveva raggiunto fama internazionale nel 1996 con il romanzo ‘Infinite Jest’, un complesso ritratto (di oltre mille pagine) della società in un futuro vicino, denso di notazioni ironiche e sarcastiche che avevano fatto scattare paragoni con Thomas Pynchon e John Irving. «Siamo rimasti senza parola e sconvolti dalla notizia della sua morte – ha commentato l’editore David Ulin – Era uno degli scrittori più influenti e innovativi degli ultimi 20 anni». Il critico del New York Times Frank Bruno aveva scritto che «Wallace era in campo letterario ciò che Robin Williams era nella comicità: un creatore così freneticamente pieno di energia e così divertito da ciò che stava facendo da portare spesso la sua performance a livelli stratosferici». Nato a Ithaca (New York) il 21 febbraio 1962, figlio di un professore di filosofia e di una insegnante di inglese, Wallace aveva studiato a sua volta filosofia al prestigioso Amherst College prima di passare allo studio della narrativa. Laureatosi nel 1985, aveva trasformato la sua tesi universitaria nelle basi del suo primo romanzo, ‘The Broom of the System’ (La scopa del sistema) che lo aveva fatto notare nel mondo letterario, per il suo senso dello humor e per la complessità del mondo da lui creato.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78992



Nuovo maxi sbarco a Lampedusa. Un’imbarcazione con 349 clandestini a bordo è stata intercettata venerdì mattina dagli uomini della Capitaneria di porto a meno di un miglio dall’isola. I migranti dopo le operazioni di identificazione saranno trasferiti nel centro di prima accoglienza. Giovedì in tre distinte operazioni erano approdati a Lampedusa 455 cittadini extracomunitari. Negli ultimi sbarchi sono arrivate anche tre sorelline etiopi giunte da sole per riabbracciare la mamma e due fratellini che si trovavano già in Italia. Attualmente nel cpt di Lampedusa si trovano circa 1.200 persone.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78264



Uno spettacolo per raccontare il sogno di una vita, per spiegare come 40 anni fa fu spezzata la speranza del socialismo dal volto umano che aveva ridato gioia ad un paese intero. Uno spettacolo che diventa un pezzo di storia italiana per ciò che nel 1968 successe al comunismo, non solo a Praga. Teatro India di Roma, c’è la “prima” di “La primavera di Praga”, monologo biografico scritto ed interpretato da Jitka Frantova, moglie di Jiri Pelikan, direttore della tv cecoslovacca e collaboratore di Dubcek. A sorpresa arriva il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica ascolta la protagonista raccontare di come l’Unità (dis)informò sul processo antisemita con condanna a morte del segretario del Partito comunista ceco Rudolf Slansky negli anni ‘50, di come Pelikan (esule a Roma, dove è morto nel 1999) cercò aiuto dal Pci spedendo lettere a Berlinguer, Segre e Occhetto senza ottenere risposta. Una sorta di nemesi degli errori commessi dal movimento comunista che proprio Napolitano denunciò per primo come estensore del documento che nell’agosto del 1968 il Partito Comunista diffuse contro l’invio dei carri armati sovietici a Praga. Un documento duro, concordato con tutti i componenti della segreteria presieduta da Enrico Berlinguer. Una denuncia che scosse l’Urss di Breznev tanto da richiamare all’ordine il Pci costretto a fare in qualche modo retromarcia e subendo la scissione del gruppo del Manifesto di quella Rossana Rossanda che ospitò a casa sua gli esuli Pelikan.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78209



Li ha incastrati un sondaggio mondiale commissionato dai romanzi rosa della Mills and Boons: i peggiori baciatori del mondo sono proprio loro, gli inglesi. Il 37% non si sente all’altezza, il 12% lo vive come un trauma, il 10% saliva troppo. Peggio di Fantozzi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280120



Da una nuvoletta, il fantasma di Carlo Marx legge e rilegge sconfortato alcune carte. Ne appallottola una, la butta via. Fino a ieri, tutto era chiaro come la luce del sole. Da un lato i popoli mediterranei, quelli che tengono alla faccia, si chiedono «chissà cosa penserà la gente» e rispettano solo un’autorità esterna. Dall’altro i nordici adepti di Lutero che avevano «interiorizzato il prete», ritrovandosi sotto il cranio una molesta, implacabile Coscienza.E adesso, invece, guarda un po’ cosa ti va a capitare. Una scrittrice presumibilmente mediterranea, tale Cristina Comencini, scrive un romanzo intitolato L’illusione del bene in cui c’è un signore di nome Mario che nel tempo libero si dedica ad un nuovo sport: l’allevamento domestico e la distribuzione al dettaglio di sensi di colpa. Ex-comunista, Mario non si capacita di uno strano fenomeno, neanche fosse nato a Wolfenbüttel: il comunismo è morto, ma i suoi numerosi aficionados italiani fanno finta di nulla. Ce ne fosse uno che si faccia venire l’ulcera per tutte le volte che è stato connivente con il regime dei soviet. «Disprezzo le persone che mentono per tranquillità personale, che passano sopra i morti per non riconoscere le proprie colpe», esclama di punto in bianco prima di aggredire un orchestrale di sinistra. Subito dopo mette alle corde una pianista moscovita, restia a confessare che Stalin ha rubato il palagio a sua nonna e le ha terminato la mamma (la mamma!) in un manicomio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275502



eccetera